top head

Hanne e Claus


di Francesca Delli Colli


Nella casa di Babbo Natale ferveva un movimento caotico.
Gli elfi erano impegnati ognuno al loro posto di lavoro. Chi leggeva le letterine, chi le smistava a seconda del tipo di richiesta, chi preparava i pacchi. L'atmosfera era gioiosa e nessuno di loro risentiva della fatica pressante del periodo.
Babbo Natale era rinchiuso nel suo studio sbracato sulla sua poltrona e con aria abulica osservava i fiocchi di neve che scendevano lenti oltre la finestra.
In tutto quel caos l'unica che sentiva vicino era solo la sua solitudine . Melanconico guardava alcune foto di lui e la Befana nel periodo in cui la loro conoscenza era agli inizi.
A quei tempi lei era un bel pezzo di ragazza, alta e dritta come un fuso, un corpo tonico con due tette da sballo diventate l'ossessione di Claus e nulla dava a presagire che un giorno le strade si sarebbero divise, diventando i beniamini di ogni bambino.
Il ricordo del sapore della sua pelle latticea ancora gli provocava una tempesta ormonale che il più delle volte si smontava in pochi secondi. Ormai era troppo vecchio per quei ricordi e scuotendo la testa tornò piegato sulla catasta di fogli che coprivano il piano della scrivania.
Gully, il folletto decano, accortosi dello stato in cui era piombato Babbo Natale, preoccupato, spesso lo spiava dalla toppa della porta. Doveva trovare assolutamente un modo per distoglierlo da quella astenia, il 25 Dicembre era alle porte e il lavoro da svolgere era enorme . Decise quindi cosa fare e zaino in spalla partì senza indugio attraverso la tempesta di neve.
L'attesa, dopo aver bussato a quella porticina rossa, alla quale era arrivato dopo giorni di cammino, sembrava immensa. La Befana arrivò ad aprire con passo affaticato e riconosciuto il folletto rimase stupita.
- E tu cosa ci fai qui? -
Gli chiese sorpresa dopo averlo fatto entrare. Parlarono almeno per un'ora nella quale la vecchietta non sembrava per nulla convinta dei discorsi di Gully. Si arrese alle sue preghiere solo dopo averlo visto in lacrime, preoccupato dopo l'ennesimo no.
- Non temere, sarò puntuale! -
Disse con un sorriso rassicuramente ma che nascondeva un pizzico di ironia, nel mentre lo accompagnava verso l'uscio.
La sera del 24 Dicembre arrivò più veloce del previsto, il tempo era passato senza che i folletti se ne fossero accorti, assorti nel loro lavoro. Gully continuava a controllare l'orologio nervoso, i minuti passavano e il suo piano sembrava essere andato in fumo. Il rombo simile a quello di una moto lo distolse dai suoi pensieri e notò con la coda dell'occhio la saggina di una scopa e la Befana, poco dopo, entrò come al suo solito dal camino.
L'elfo esultò e senza perdere tempo la portò verso lo studio di Claus. Prima di farla entrare prese le mani tra le sue, chiuse gli occhi concentrandosi fino a che tutto ciò che era intorno a loro iniziò a vorticare per poi fermarsi, insieme ai folletti, la neve e ai macchinari. Era riuscito a bloccare anche il tempo che tornò indietro di centinai di lustri.
Gully sparì.
Hanne, questo era il nome della Befana, entrò senza bussare. Claus rimase impietrito quando vide la donna, che non riconobbe subito. Era una splendida ragazza e le ricordava sicuramente qualcuno.
- Hanne! - Esclamò con un moto di commozione.
Le andò incontro senza accorgersi che non zoppicava più per la gotta che ormai lo affliggeva da secoli. Le accarezzò le gote color pesca col dorso di una mano giovanile.
Il tempo era tornato a quando erano due ragazzi comuni e spensierati e dove ogni cosa era colorata dall'amore.
Claus, imbarazzato, sentì rivivere nei pantaloni la voglia di amare. Le accarezzò i seni, che gli sbocciarono nei palmi. Il calore della passione pompava feroce dentro le vene mentre la pelle candida e levigata tornava ad accarezzare le sue labbra. Baci densi e respiri pesanti riempivano l'aria sospesa in quel luogo senza tempo mentre assaggiavano di nuovo il fervore della loro giovinezza.
Hanne era emozionata come una ragazzina alla sua prima volta, provava quasi vergogna ma la verità era nascosta nei suoi umori che uscivano densi e traditori bagnandole le cosce.
I pantaloni di Claus stavano scoppiando, seppur larghi . Lei giocando con la sua eccitazione stava peggiorando inequivocabilmente la situazione. Le bloccò le mani.
- No Hanne... fermati! -
Le disse tenendole stretti i polsi mentre la guardava con una espressione dolce ma piena di rimpianto.
- Questo è il nostro eterno regalo di Natale che non abbiamo mai scartato... - le sussurrò pacatamente.
- Se lo apriamo ora ne gli anni a venire ne rimarremo senza e non c'è cosa più bella nel sapere che arriverai di nuovo... - continuò con un tono pieno di dolcezza.
- Il tuo sguardo, Hanne, vale più di mille orgasmi.
Schioccò le dita e tutto iniziò a vorticare come all'inizio ritrovandosi l'uno tra le braccia dell'altro avvolti dalla tenerezza di un'età antica lasciando i ricordi svanire nel loro sguardo.

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